Contatti

Dott.ssa Rita Terranova

3397744352
postmaster@ritaterranova.it
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
Dott.ssa Rita Terranova
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
Iscritta all’Ordine degli psicologi
Della Toscana al n° 4006
Con abilitazione alla psicoterapia
P.I. 07000370481
Studio
Via Sant’Andrea a Rovezzano 30 Firenze
Ricevo previo contatto:
3397744352
e-mail postmaster@ritaterranova.it


II dati personali saranno trattati esclusivamente per rispondere alla richiesta di contatto inviata dall’utente.
Il conferimento dei dati è facoltativo ma necessario per poter ricevere una risposta.
I dati non saranno utilizzati per finalità di marketing, non saranno ceduti a terzi e non saranno conservati oltre il tempo necessario alla gestione della richiesta, nel rispetto del Regolamento UE 2016/679(GDPR)
Per ulteriori informazioni sul trattamento dei dati personali è possibile consultare la Privacy Policy del sito.
Questo sito utilizza solo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo. Per maggiori informazioni consulta la Cookie Policy del sito.
Il disturbo paranoide di personalità è caratterizzato da una modalità stabile di interpretare la realtà in termini di minaccia e intenzioni ostili da parte degli altri. La persona tende a percepire comportamenti altrui come deliberatamente dannosi, anche quando non vi sono elementi evidenti che lo confermino.
Non si tratta di una semplice diffidenza o prudenza, ma di una convinzione più strutturata: l’idea di essere oggetto di inganno, sfruttamento o persecuzione può diventare un riferimento costante nel modo di leggere le relazioni e gli eventi.
Le intenzioni degli altri vengono frequentemente interpretate in modo sospettoso. Azioni ambigue o neutre possono essere viste come segnali di ostilità nascosta. Questo porta a una costante vigilanza e a una difficoltà a rilassarsi nelle relazioni.
Un elemento centrale è la difficoltà a fidarsi. Condividere informazioni personali, affidarsi agli altri o accettare punti di vista diversi può risultare rischioso, perché viene vissuto come una possibile esposizione a danno o tradimento.
Nel tempo, questo funzionamento può isolare la persona o generare relazioni caratterizzate da tensione e conflitto. Il mondo relazionale viene percepito come poco sicuro, e la necessità di protezione diventa prioritaria.
Il disturbo paranoide di personalità si sviluppa nel tempo attraverso una combinazione di fattori legati alle esperienze relazionali e alle modalità di interpretazione della realtà.
Un primo elemento riguarda esperienze in cui la fiducia è stata compromessa. Relazioni caratterizzate da incoerenza, ostilità o mancanza di sicurezza possono favorire lo sviluppo di una visione degli altri come potenzialmente pericolosi.
In alcuni casi, la persona può aver vissuto situazioni in cui si è sentita esposta, criticata o non protetta, sviluppando nel tempo modalità di difesa orientate alla vigilanza e al controllo.
Un altro aspetto riguarda il modo in cui vengono interpretati gli eventi. La tendenza a attribuire intenzioni negative agli altri può consolidarsi nel tempo, diventando una modalità automatica di lettura della realtà.
Anche la difficoltà a tollerare l’ambiguità gioca un ruolo importante. In assenza di informazioni chiare, la persona può colmare i vuoti interpretativi con spiegazioni orientate alla minaccia.
Le relazioni nel tempo possono rinforzare questo funzionamento. Reazioni difensive o sospettose possono generare distanza o incomprensione negli altri, confermando indirettamente le aspettative di ostilità.
I sintomi del disturbo paranoide di personalità riguardano principalmente il modo in cui la persona interpreta le relazioni e gli eventi.
È frequente una sospettosità persistente, con la convinzione che gli altri possano avere intenzioni negative o nascoste. Anche comportamenti neutri possono essere letti come segnali di ostilità.
La fiducia è limitata. La persona può evitare di condividere informazioni personali o di affidarsi agli altri, per timore che queste possano essere usate contro di lei.
Le critiche, anche quando costruttive, possono essere percepite come attacchi. Questo può portare a reazioni di difesa, irritazione o chiusura.
Possono emergere difficoltà nel lasciare andare offese o torti percepiti. Anche episodi passati possono essere ricordati e reinterpretati nel tempo, mantenendo attiva la sensazione di ingiustizia.
Nelle relazioni, questo può tradursi in tensione, conflitto o distanza. Gli altri possono essere percepiti come poco affidabili o potenzialmente dannosi, rendendo difficile costruire legami stabili.
Nel lavoro psicoterapeutico, il disturbo paranoide di personalità richiede particolare attenzione alla costruzione della relazione.
Un primo obiettivo è creare uno spazio prevedibile e coerente, in cui la persona possa iniziare a sperimentare una forma di relazione meno minacciosa. La fiducia non viene data per scontata, ma si costruisce nel tempo.
Parallelamente, si lavora sulla consapevolezza delle modalità interpretative. Comprendere come si formano certe letture della realtà permette di iniziare a metterle in discussione.
Un aspetto centrale riguarda la possibilità di considerare interpretazioni alternative. Senza negare l’esperienza soggettiva, si introduce gradualmente la possibilità che gli eventi possano avere significati diversi da quelli immediatamente percepiti.
Si interviene anche sulle reazioni emotive e comportamentali, aiutando la persona a riconoscere i momenti in cui la sospettosità si attiva e a sviluppare modalità più flessibili di risposta.
Nel modello ad orientamento interpersonale, la relazione terapeutica diventa uno spazio fondamentale per osservare e comprendere come si costruiscono le dinamiche di fiducia e difesa.
Nel tempo, il percorso può aiutare a ridurre la rigidità delle interpretazioni, migliorare la qualità delle relazioni e sviluppare un senso maggiore di sicurezza nel contatto con gli altri.