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Dott.ssa Rita Terranova

3397744352
postmaster@ritaterranova.it
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
Dott.ssa Rita Terranova
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
Iscritta all’Ordine degli psicologi
Della Toscana al n° 4006
Con abilitazione alla psicoterapia
P.I. 07000370481
Studio
Via Sant’Andrea a Rovezzano 30 Firenze
Ricevo previo contatto:
3397744352
e-mail postmaster@ritaterranova.it


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“È un piacere nascondersi, ma è una tragedia non essere trovati.”
Donald Winnicott
Ansia continua, agitazione, paura
L’ansia può diventare persistente e difficile da gestire, fino a manifestarsi con attacchi di panico improvvisi e intensi. Comprendere cosa accade è il primo passo per ridurre la paura.
Tristezza, apatia, perdita di energia
La depressione può far perdere interesse e motivazione, rendendo faticose anche le attività quotidiane. Un percorso psicoterapeutico aiuta a ritrovare equilibrio e vitalità.
Pensieri intrusivi, compulsioni, comportamenti ripetitivi
Pensieri persistenti e comportamenti difficili da controllare possono assumere forme diverse, dalle ossessioni alle dipendenze, generando ansia e interferendo con la vita quotidiana.
Traumi, ricordi intrusivi, ansia persistente
Eventi traumatici possono continuare a influenzare il presente con ansia, ricordi disturbanti e blocchi emotivi.
Scarsa autostima, paura del giudizio
L’insicurezza può limitare scelte, relazioni e benessere personale, influenzando il modo in cui ci si percepisce.
Instabilità emotiva, relazioni intense, identità
Alcuni schemi profondi influenzano emozioni, relazioni e identità, creando difficoltà persistenti nel tempo.
Stress lavorativo, tensione, nervosismo
Lo stress prolungato può portare a esaurimento emotivo e difficoltà nella gestione delle emozioni e della vita quotidiana.
Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni
L’insonnia incide su energia, concentrazione e benessere generale, spesso collegata a stati di ansia e stress.
Conflitti, gelosia, relazioni difficili
Le difficoltà relazionali possono generare sofferenza e incomprensioni, rendendo difficile vivere relazioni stabili e soddisfacenti.
Sospetto, paura degli altri, pensieri persecutori
Sensazioni di essere osservati, giudicati o presi di mira possono generare forte ansia e diffidenza, influenzando relazioni e vita quotidiana.

L’approccio terapeutico si fonda su una psicoterapia clinica strutturata, orientata da evidenze scientifiche e finalizzata alla comprensione e al trattamento del disagio psichico, emotivo e comportamentale. All’interno di questa cornice, il modello analitico interpersonale integra due livelli di lavoro strettamente connessi: da un lato l’esplorazione dei processi intrapsichici — pensieri, emozioni, conflitti e modalità di funzionamento interno — dall’altro l’analisi delle dinamiche relazionali che nel tempo hanno contribuito a strutturare tali vissuti e che continuano a esprimersi nelle relazioni attuali.
Il presupposto è che l’esperienza soggettiva non possa essere compresa pienamente se isolata dal contesto relazionale in cui si è formata e in cui continua a manifestarsi. Per questo motivo, l’attenzione non si limita ai contenuti interiori, ma si estende alle modalità con cui la persona entra in relazione con gli altri, inclusa la relazione terapeutica stessa, che diventa uno spazio privilegiato di osservazione e comprensione. In questo senso, il lavoro psicoterapeutico non si esaurisce nella consapevolezza dei propri vissuti, ma mira a trasformare nel tempo schemi relazionali e modalità di risposta che possono risultare rigidi o disfunzionali.
L’efficacia di questo approccio è supportata da numerose ricerche, in particolare nel trattamento dei disturbi dell’umore, delle difficoltà legate all’ansia e dei problemi di adattamento nelle relazioni sociali. L’integrazione tra comprensione profonda e intervento sulle dinamiche relazionali consente di promuovere cambiamenti stabili, favorendo una maggiore flessibilità emotiva, una più ampia capacità di lettura delle proprie esperienze e un miglioramento del benessere complessivo.
Questo lavoro prende forma all’interno della seduta terapeutica, intesa come uno spazio strutturato, stabile e riservato, in cui la persona può portare liberamente pensieri, vissuti ed esperienze. La regolarità degli incontri e la definizione chiara del setting costituiscono elementi fondamentali, poiché offrono un contenitore affidabile entro cui il percorso può svilupparsi nel tempo.
La prima seduta rappresenta un momento iniziale di conoscenza e orientamento: è dedicata alla comprensione della richiesta, all’esplorazione del disagio percepito, del suo andamento nel tempo e delle aree di vita maggiormente coinvolte. In questa fase vengono inoltre fornite informazioni sull’approccio terapeutico, sulle modalità di lavoro e sulla frequenza degli incontri, così da permettere una valutazione condivisa della possibilità di intraprendere il percorso.
Nelle sedute successive si procede a un approfondimento progressivo dei contenuti emersi, attraverso un ascolto attento e un’analisi delle modalità emotive, comportamentali e relazionali. Questo processo conduce alla costruzione di un quadro clinico condiviso, che tiene conto sia della storia personale sia dei fattori attuali che contribuiscono al mantenimento del disagio.
A partire da questa formulazione, viene definito un percorso terapeutico personalizzato, costruito sulle specifiche esigenze, risorse e obiettivi della persona. Il lavoro si sviluppa attraverso incontri regolari e si orienta a favorire un cambiamento che non sia solo sintomatico, ma che coinvolga in modo più ampio il modo di vivere le proprie esperienze interne e le relazioni con gli altri. Il percorso si svolge nel rispetto dei tempi individuali e delle caratteristiche uniche di ciascuno, con l’obiettivo di promuovere una maggiore integrazione emotiva, una più ampia libertà di scelta e un equilibrio più stabile nella vita personale e relazionale.