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Dott.ssa Rita Terranova

3397744352
postmaster@ritaterranova.it
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
Dott.ssa Rita Terranova
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
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Della Toscana al n° 4006
Con abilitazione alla psicoterapia
P.I. 07000370481
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Via Sant’Andrea a Rovezzano 30 Firenze
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Nel linguaggio contemporaneo, il termine “ghosting” indica una modalità specifica di interruzione della relazione: la scomparsa improvvisa e deliberata di una persona dalla vita dell’altra, senza alcuna comunicazione o spiegazione. Non si tratta quindi semplicemente di un allontanamento progressivo o di una chiusura implicita, ma di una vera e propria interruzione unilaterale del contatto, che lascia l’altro senza riferimenti.
Dal punto di vista psicologico, il ghosting può essere interpretato come una forma di evitamento relazionale. Chi mette in atto questo comportamento tende a sottrarsi al confronto diretto, evitando di affrontare emozioni complesse come il senso di colpa, la responsabilità o il disagio legato al conflitto. La scomparsa diventa così una soluzione apparentemente semplice, che consente di interrompere il legame senza attraversare il processo, spesso faticoso, della separazione.
Tuttavia, ciò che per uno rappresenta un modo per evitare una difficoltà, per l’altro può trasformarsi in un’esperienza profondamente destabilizzante. L’assenza di spiegazioni interrompe la continuità narrativa della relazione e impedisce di attribuire un significato condiviso a ciò che è accaduto. Chi subisce il ghosting si trova spesso a interrogarsi in modo ripetitivo sulle cause della rottura, senza disporre degli elementi necessari per comprendere.
Questa condizione favorisce l’emergere di vissuti di incertezza e di auto-svalutazione. In mancanza di una comunicazione esplicita, è frequente che la persona attribuisca a sé stessa la responsabilità dell’interruzione, costruendo spiegazioni che possono rafforzare sentimenti di inadeguatezza. Il problema, in questi casi, non è soltanto la perdita del legame, ma l’impossibilità di elaborarla.
Un aspetto centrale riguarda proprio la mancanza di chiusura. Ogni relazione, per essere elaborata, ha bisogno di un momento di definizione che consenta di riconoscere la fine del legame e di integrarla nella propria esperienza. Il ghosting, interrompendo bruscamente il contatto, priva la relazione di questo passaggio, lasciando una sorta di sospensione che può prolungarsi nel tempo.
Nel contesto attuale, l’uso diffuso degli strumenti digitali facilita questa modalità di interruzione. La possibilità di rendersi improvvisamente irraggiungibili — smettendo di rispondere, bloccando o eliminando il contatto — rende il ghosting una pratica più accessibile e, in alcuni casi, socialmente tollerata. Tuttavia, la sua diffusione non ne riduce l’impatto emotivo.
Dal punto di vista di chi lo agisce, il ghosting può riflettere una difficoltà più ampia nella gestione delle relazioni. Evitare il confronto può offrire un sollievo immediato, ma tende a mantenere nel tempo una fragilità nella capacità di sostenere il legame, soprattutto quando questo implica tensione, ambivalenza o delusione.
Per chi lo subisce, il lavoro psicologico consiste nel ricollocare l’esperienza al di fuori di una lettura esclusivamente autocentrata. Riconoscere che la modalità di interruzione appartiene anche al funzionamento dell’altro permette di limitare il rischio di trasformare il ghosting in una conferma del proprio valore negativo.
Comprendere il ghosting significa quindi restituire complessità a un comportamento che, pur apparendo semplice nella sua forma, è espressione di dinamiche relazionali articolate. Inserirlo in una prospettiva più ampia consente non solo di elaborarne gli effetti, ma anche di interrogarsi sulle modalità con cui si costruiscono, si mantengono e si interrompono i legami.